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Progetto Integrato di Filiera della Cantina di Pitigliano: “Maremma terra di vini”

La Cantina di Pitigliano si propone come promotore e soggetto capofila del Progetto Integrato di Filiera (P.I.F.) denominato “Maremma terra di vini” per la valorizzazione dei vini della Maremma. Il progetto sarà realizzato unitamente alla Cantina I Vini di Maremma S.A.C., al Castello D'Albola S.S. con due UTE, al Podere San Cristoforo S.S. Agricola ed al Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana.

Nel corso della storia la viticoltura in Maremma è sempre stata presente ma mai come alla fine del diciannovesimo secolo è riapparsa alle cronache, se ne parla ad esempio nel 1884 in una relazione all’inchiesta parlamentare Jacini sulla vocazione viticola della Maremma, laddove Il dott. Alfonso Ademollo sintetizzava che “La provincia di Grosseto, per cinque sesti ha terreno adatto alla viticoltura”. In questo contesto, la filiera vitivinicola rappresenta sicuramente uno dei punti di forza nel legame prodotto-territorio e la sua valorizzazione comprende diversi fattori intrinsecamente legati tra loro, che vanno dalla qualità del prodotto ai valori storici, culturali e ambientali. La conoscenza della qualità del vino prodotto in Maremma risulta poco pubblicizzata e pertanto il consumatore finale non ne comprende la completa potenzialità. In questo senso, il vino di Maremma si rivela un prodotto con vasti margini di miglioramento che il presente P.I.F. ha l'obiettivo di incrementare. Oltre alle grandi aziende citate il PIF prevede la partecipazione di altri 25 partecipanti diretti che corrispondono a soci conferitori delle due cantine sociali di Pitigliano e Marina di Grosseto. Questi partecipanti diretti investiranno ovviamente in attrezzature viticole produttive per potenziare e migliorare la filiera. Il PIF quindi si suddivide in partecipanti diretti conferitori delle cantine e 5 grandi produttori Cantina di Pitigliano, Cantina i vini di Maremma, Podere San Cristoforo, Castello d'Albola UTE Albola e UTE Fattoria Rocca di Montemassi (il Castello di Albola, nonostante si trovi nel territorio del Chianti Classico, rientra in questo PIF perché è la sede amministrativa della Fattoria Rocca di Montemassi ed è anche sede di finissaggio e imbottigliamento dei vini della stessa Fattoria di Montemassi). Questi “grandi produttori” fungono da collettori finali del prodotto vino che verrà scambiato (acquistato e venduto) secondo l'accordo di filiera, tale sinergia tra le due più grandi cantine sociali della Maremma e la casa vinicola Zonin risulta un importante volano alla capacità produttiva di tutto il terroir maremmano, se “l'unione fa la forza” certamente questo accordo favorirà notevolmente tutto l'indotto economico-sociale della zona. Obiettivo finale del progetto è la valorizzazione dei vini delle maremme attraverso interventi da parte dei produttori primari ed aziende di trasformazione e commercializzazione. Con l’accordo si promuovono azioni combinate volte alla riduzione dell’impatto ambientale e all’ottimizzazione dell’impiego di risorse energetiche mediante lo sfruttamento di energie rinnovabili quali l’energia solare. Infine scopo dell’accordo è la promozione del vino del territorio maremmano mediante azioni combinate di partecipazione a fiere, convegni, eventi in Italia e all’estero (OCM paesi terzi) Il principale risultato atteso è l’incremento dell’operativo lordo (valore della produzione sottratto del costo della produzione) per i produttori agricoli primari; tale risultato sarà ottenuto attraverso: migliori prezzi di liquidazione delle uve, meccanizzazione delle operazioni colturali compresa la raccolta ed il trasporto, aumento della PLV, sfruttamento di energie da fonti rinnovabili, miglioramento della qualità della produzione, valorizzazione della produzione attraverso una campagna promozionale del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana volta alla realizzazione di fiere, eventi e/o convegni eventi in Italia e all’estero attraverso l'utilizzo di fondi comunitari. Secondariamente, ma non meno importante, è l’incremento della conoscenza dei vini del territorio maremmano, che si concretizza con l’aumento della capacità commerciale dei punti vendita dei principali soggetti partecipanti. Gli investimenti singoli più importanti da un punto di vista economico riguardano la ristrutturazione delle cantine sociali, l'ammodernamento delle due UTE di Albola e la realizzazione della nuova cantina del Podere San Cristoforo. Nello specifico gli interventi di ristrutturazione delle cantine sociali prevedono lo smaltimento di tetti in eternit con conseguente miglioramento per la salute dei luoghi e delle persone, verranno installati impianti fotovoltaici che consentiranno un notevole risparmio energetico e minor impatto ambientale. Oltre alla ristrutturazione dei tetti è previsto il rifacimento dei pavimenti delle cantine e dei due punti vendita oltre al miglioramento e al potenziamento delle filiere di trasformazione tramite linee freddo e macchinari di nuova generazione indispensabili in una moderna filiera vitivinicola. La misura 16.2, in cui il partner scientifico sarà l'Università di Milano, verterà invece sullo studio e la certificazione della filiera in esame verificandone la sostenibilità complessiva del prodotto (impronta ambientale sociale ed economica). Ma sotto questo aspetto rimandiamo direttamente alla scheda di misura per una sintesi più mirata ed approfondita